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Venezia, stop alle navi da crociera: inquinano e danneggiano la laguna

Via libera per l’allontanamento delle grandi navi da Venezia. Il nuovo piano per ‘salvare’ il centro storico prevede che le navi passeggeri approdino fuori dalla laguna, a Marghera, pur mantenendo la Serenissima come home port. Sono tanti gli interessi in ballo e altrettanti gli interlocutori che fanno pressione, ma dai ministri Franceschini (Cultura), Cingolani (Transizione ecologica), Garavaglia (Turismo) e Giovannini (Infrastrutture) è stato fatto un passo in avanti rispetto all’ultimo intervento del Comitato interministeriale. Le ultime discussioni si erano risolte con un nulla di fatto, perché le navi avevano continuato a transitare per il canale della Giudecca, creando danni ambientali e architettonici, oltre a pericolosi incidenti.

UN LAVORO ALL’ITALIANA

“In un anno le navi da crociera a Venezia inquinano come 820mila auto” titolava The Vision. Il governo Draghi ha accelerato sul completamento degli obiettivi del decreto Clini-Passera, rimasti incompleti perché incompleto di una parte importante: le alternative per lo sbarco. Dal 2014 il Comitato (da non confondere con il Comitato No grandi navi) aveva imposto un nuovo stop alle imbarcazioni di oltre 40mila tonnellate, poi rigettato dal TAR. Il procedimento avviato dal governo Conte-bis sta così prendendo forma e garantirà non solo maggiore sicurezza, ma anche tutela del patrimonio artistico e ambientale della laguna. Un patrimonio unico al mondo.

GEOGRAFIA DELLA LAGUNA

Lo stesso sindaco Luigi Brugnaro aveva dimostrato in tempi non sospetti che le navi potevano evitare il bacino San Marco, senza scavare nuovi canali, e quindi evitando di deturpare ulteriormente il centro storico per ospitare i giganti del mare. Brugnaro aveva spiegato che entrando dalla bocca di porto di Malamocco percorrendo il canale dei Petroli, era possibile accedere al canale Nord di Marghera e così attraccare. Una soluzione già adottata a luglio, nel giorno del Redentore, che ora non sarà più un’eccezione.

“Nel frattempo, comune, regione e compagnie di crociera hanno predisposto di comune accordo il piano, ora avallato anche dal governo, per il dirottamento del traffico in due terminal di Porto Marghera tramite il canale dei Petroli, lontano dal centro storico” riporta Il Post. Nel comunicato ufficiale diffuso qualche giorno fa, si legge che è stato avviato “un concorso di idee per portare gli approdi fuori della laguna e risolvere in maniera strutturale e definitiva il problema”. L’autorità portuale sta inoltre valutando la costruzione di un nuovo terminal crociere nel canale industriale Nord di Marghera, con costi intorno ai 41 milioni, con il parallelo recupero di un’area ormai fatiscente e poco produttiva.

 

Photo Credits: No MUOS

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