SH_transizione_ecologica_ue-640x350

Ambiente, la scommessa di Draghi: “Una nuova Italia per il rilancio economico”

L’Italia ha bisogno di un ministro della Transizione ecologica e al di là della scelta del nome del dicastero, quello che conta è il risultato. Da questa presa di consapevolezza, che non poteva tardare oltre, si è fatto il nome del fisico Roberto Cingolani, che è diventato il nuovo ministro. Cingolani è stato direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia nonché manager di Leonardo, azienda attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. La sua figura sarà molto vicina a quella del ministro dell’Economia.

IL SONDAGGIO 

Come hanno accolto questa notizia gli italiani? Il 31,5% dichiara di non aver capito la funzione del nuovo ministero mentre il 3,1% ha espresso la sua contrarietà. Il nodo cruciale è, ancora una volta, quello della scarsa conoscenza dei temi legati allo sviluppo ecosostenibile e all’ambiente. L’obiettivo è trasformare l’attuale 53,3% degli italiani favorevoli all’istituzione del ministero, in una percentuale più consistente. I dati sono stati diffusi da un’indagine commissionata degli istituti di ricerca MuP Research e Norstat.

AMBIENTE E POLITICA 

Ci sono tuttavia alcuni risvolti politici che guastano la genuinità di questa scelta. Innanzitutto all’interno del ministero dell’Ambiente “c’è già un dipartimento specifico, il Dipartimento per la Transizione ecologica e gli investimenti verdi. Sarà forse che il capo dipartimento si chiama Grillo (ma Mariano, non Beppe), ma ciò non giustifica che un dipartimento interno a un ministero ora assurga a ruolo di dicastero sintetizzando peraltro due ministeri centrali come Ambiente e Sviluppo economico” si legge su Notizie.it.

La svolta ‘ambientalista’ è stata fortemente caldeggiata da (Beppe) Grillo. E che una maggiore attenzione sui temi ambientali sia di vitale importanza è un dato di fatto, ma lo si sapeva già, resta perciò il dubbio sul perché il M5S abbia deciso solo ora di tirare fuori questo asso nella manica. Perché non se ne era mai parlato fino a due settimane fa? Nei giochi di palazzo, i grillini hanno dovuto alzare la voce decidendo di tornare su un tema delicato a cui Draghi avrebbe difficilmente detto di no (non al tema in sé, quanto alla discutibile modalità).

Resta il fatto che negli ultimi due anni, le proposte in agenda non sono state realizzate: niente Comitato per la finanza ecosostenibile, niente progetto delle autostrade ciclabili e nemmeno le politiche di tutela degli uliveti pugliesi. In bilico anche la totale riconversione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Pertanto il bilancio dei pentastellati non è positivo, parlano i dati, ma con il governo tecnico potrebbero cambiare molte strategie.

IL DISCORSO AL SENATO 

Mario Draghi, nel discorso al Senato per chiedere la fiducia al suo governo, è stato chiaro sul ruolo del ministro della Transizione ecologica e non ha lasciato spazio a polemiche. “Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo”.

Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane”, ha concluso Draghi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *