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Sostenibilità ambientale, le potenzialità del legno tondo

Di Simona De Miglio e Alessandra Marciante 

L’attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale si sta facendo sempre maggiore, con una continua ricerca che guarda a nuovi ambiti applicativi. In architettura, il legno tondo potrebbe essere un nuovo campo di studio promettente in quanto presenta innegabili vantaggi in relazione al risparmio energetico, economico e di tempo grazie alla semplicità della lavorazione e a interessanti caratteristiche meccaniche mostrate in alcuni studi recenti, che aprono nuove possibilità per l’impiego di questo materiale.

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Andando ad analizzare le tensioni interne di crescita del tronco, si è visto che con la segagione tali tensioni vengono liberate creando le deformazioni nei segati e talvolta implicano il declassamento del materiale. Mantenendo invece il tronco semplicemente scortecciato, queste tensioni non verranno rilasciate e proprio per questo motivo il tronco avrà una resistenza meccanica maggiore, in quanto la sua struttura interna rimarrà rigida e non subirà grosse deformazioni se non quella del restringimento radiale dovuta all’essiccazione.
Per questo motivo nel mondo, in particolare in America, Australia e Inghilterra, si è sviluppato un interesse per il legno tondo di piccolo diametro, andando a utilizzare anche i tronchi derivanti dai diradamenti delle foreste. Nel nostro territorio ciò comporterebbe l’avvio di una nuova filiera e l’accrescimento del suo valore economico.

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A fronte di questi vantaggi si sono riscontrate anche delle difficoltà che hanno reso l’utilizzo del legno tondo meno diffuso nella contemporaneità. La lunghezza del tronco sarà infatti determinata dall’altezza naturale dell’albero e il diametro non sarà costante. Per questo motivo, la gestione geometrica potrebbe risultare difficoltosa, anche per quanto riguarda le connessioni. Tuttavia queste problematiche, con le tecnologie messe a disposizione oggi, potrebbero essere in parte superate. A questo proposito, infatti, esiste un software ideato da un gruppo americano di nome Wholetrees che si occupa di progettare esclusivamente con il legno tondo.

In che modo? Attraverso una scannerizzazione a raggi X dell’albero che viene riportato in 3D sul software vengono inseriti tutti i dati grazie ai quali il progettista ha la possibilità di scegliere la specie dell’albero, l’altezza, le dimensioni del diametro, la forma (se è ramificato o meno) e, una volta effettuate le scelte dimensionali, si può selezionare la specie. Arrivati a quel punto verranno fornite le proprietà meccaniche.

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Anche l’analisi energetica ha dato buoni risultati. Il legno semplicemente scortecciato, infatti, ha ancora meno processi di produzione dei segati e l’energia diretta inglobata è quindi inferiore. La diffusione di questo tipo di utilizzo del legno potrebbe essere molto interessante anche nel contesto territoriale ligure in quanto è presente un’ampia superficie boschiva e si andrebbero a valorizzare le segherie, che attualmente lavorano legname di scarso valore commerciale; allo stesso tempo si potrebbe avere un riscontro positivo anche nella gestione dei lotti forestali, spesso in stato di abbandono. Evidentemente, per lo sviluppo di una filiera del legno locale, nell’impiego specifico, sarebbero necessarie la classificazione della risorsa e l’offerta costante di legno di buona qualità, la sua disponibilità presso i venditori di materiali edili convenzionali – come quella dei connettori – nonché la preparazione dello stesso durante la sua crescita.

Un ruolo determinante potrebbe essere svolto anche da progettisti preparati e competenti in materia, perché, conoscendo le potenzialità del legno semplicemente scortecciato e le buone pratiche di progettazione e di dettaglio, andrebbero ad usufruire della risorsa locale.

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