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Rubrica sport, la sfida della mobilità sostenibile che spaventa l’Italia

“La forza della bicicletta è enorme e muoversi sulle due ruote è un valore che fa bene alle persone, alle città, all’economia e all’ambiente, tanto che la transizione ecologica non può essere disgiunta dallo sviluppo di una mobilità sostenibile, di cui la bici è protagonista”. Queste le parole contenute nella lettera che il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti ha inviato al Governo per chiedere interventi a favore della ciclabilità. Secondo il coordinamento, l’Italia non potrebbe aspettare oltre per attuare una svolta green con una maggiore attenzione alle bici, il vero punto di partenza per cambiare la mentalità degli automobilisti più incalliti.

La figura del ‘Bike Manager‘ nazionale, secondo le sigle firmatarie, è imprescindibile e andrebbe istituita per dialogare con i ministeri. Inoltre la nascita del ministero della Transizione ecologica ha dato speranza a molti esperti del settore, quella della mobilità green è una sfida che i governi precedenti non hanno preso sul serio. Servono investimenti anche in quelle città urbanisticamente e geograficamente meno adatte allo spostamento su due ruote.  Per esempio, la Liguria.

Nella lettera si ricorda che nella legge 2/2018 era prevista anche la definizione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica a cura del ministero dei Trasporti, ad oggi ancora non disponibile. La figura del ‘Bike Manager’ avrebbe come obiettivo proprio la supervisione dell’attuazione della legge, ma non senza un Sottosegretario con deleghe alla ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica. Tra le richieste anche quella di istituire una Direzione per la mobilità ciclistica all’interno del Dipartimento trasporti. L’ecotransizione dovrebbe quindi passare dalla mobilità sostenibile. 

 

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